16 marzo, 2012

polo nord : Incredibili ghiacci

 È incredibile come, a volte, la natura ci giochi dei tiri mancini.
Ho seguito per tutto l’inverno l’andamento dei ghiacci al Polo Nord. Là infatti, si può tastare il polso del reale riscaldamento terrestre. E poiché durante l’estate scorsa i ghiacci erano scesi ai minimi storici, paragonabili per estensione al record di minimo del 2007, mi chiedevo come sarebbe andato l’andamento durante l’inverno. E nei mesi di gennaio e febbraio la situazione si è mostrata preoccupante.
L’estensione infatti (vedi grafico qui sotto e il video a fine pagina) aveva superato il minimo del 2007 (per quei mesi) e ciò non lasciava presagire nulla di buono. Con quelle condizioni i ghiacci si sarebbero presentati all’estate in arrivo davvero malconci. E quindi era facile prevedere che l’estate 2012 sarebbe stata drammatica per la loro estensione.
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Foto 
Questo iceberg è un capolavoro  
Video Il lato B del Polo, il mondo nascosto sotto i ghiacci artici
Situazione inaspettataMa poi ecco l’incredibile. Di colpo l’ascesa. Verso la seconda metà di febbraio la temperatura scende a picco sul Mare di Bering. Per quasi 3 settimane è addirittura dai 3 ai 5 gradi centigradi inferiore alle medie. E così i ghiacci iniziano a risalire e oggi eccoli rientrare nella fascia grigia, quella che fa sperare nella sopravvivenza del plateau artico. Negli ultimi giorni l’estensione dei ghiacci ha superato di quasi un milione di chilometri quadrati la drammatica situazione del 2007 per il periodo in corso. E adesso che ne sarà? La speranza è che il freddo resista e permetta ai ghiacci di crescere ancor più (anche se negli ultimissimi giorni la tendenza è verso una discesa) così che la prossima estate non sia drammatica per il Polo Nord.

i neutrini non sono più veloci della luce

 I neutrini non sono più veloci della luce. Lo dicono i dati dell’esperimento ICARUS, coordinato dal Nobel Carlo Rubbia e condotto nei Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn).
Mentre tutti eravamo concentrati sui risultati e gli impicci di OPERA, i ricercatori diICARUS (Imaging Cosmic and Rare Underground Signals), esperimento ideato e diretto da Carlo Rubbia e inaugurato il 29 Marzo 2011 presso i Laboratori nazionali del Gran Sasso, erano indaffarati a scrivere le ultime righe del preprint con il quale avrebbero presentato le loro misure dei tempi di volo dei neutrini provenienti dal CERN.
Si tratta di misure svolte tra il 21 ottobre e il 6 novembre, nello stesso periodo della seconda campagna di OPERA, quando tutto pareva confermare il primo sorprendente e ormai famosissimo risultato.
C’è poco da spiegare: secondo ICARUS l’anticipo con cui arriva ai Laboratori del Gran Sasso un fascio di neutrini che parte dal CERN di Ginevra rispetto al tempo impiegato dalla luce a percorrere la stessa distanza nel vuoto è pari a  0.3 nanosecondi (con un errore statistico pari a 4.0 ns e un errore sistematico pari a 9.0 ns).
Se confrontate questo dato con l’ultimo ottenuto dai ricercatori di OPERA (un anticipo pari a 57.8 ns), cosa che potete fare guardando la figura che allego e che ho preso da “Measurement of the neutrino velocity with the ICARUS detector at the CNGS beam” (ICARUS Collaboration), capite che di superluminale non rimane nulla.Questo Icaro non si è fatto prendere dall’ebbrezza del volo.

Scoperta una nuova misteriosa specie di ominidi



 Una ricostruzione del cosiddetto uomo di Maludong che presenta un singolare incrocio di tratti arcaici e moderni. <br>Foto: © Peter Schouten.        Il cespuglio dell'uomo e dei suoi parenti scomparsi si fa sempre più complicato, e la strada verso la specie “superiore” diventa una rete di sentieri intricata e interconnessa. È la conclusione che traggono i paleoantropologi sulla nuovissima scoperta avvenuta in Cina, e pubblicata sulla rivista online PlosOne il 14 marzo. 

Mosaico umano
Scoperti nel 1989, ma descritti solo ora, i resti hanno caratteristiche peculiari; risalgono a un'epoca relativamente recente (circa 11.500 anni fa) e gli scopritori, australiani e cinesi, li descrivono come una specie di mosaico di tratti antichi e moderni. 
Il cranio per esempio è arrotondato, come quello degli uomini moderni, ma il cervello non è particolarmente grande e le sopracciglia robuste, la faccia è corta e piatta ma il mento non è molto prominente. Sono caratteristiche arcaiche e moderne racchiuse in una sola serie di fossili: altre specie scoperte in Africa sono “a mosaico”, ma risalgono a tempi molto più antichi e si riteneva che in un'epoca così recente non ci fossero in Asia altri uomini che la nostra specie Homo sapiens (anche se non molto prima l'isola di Flores ospitava un'altra specie del genere Homo molto diversa da noi, lo Hobbit Homo floresiensis: leggi la notizia della scoperta - scarica l'approfondimento). 

Le ipotesi in campo
Come si spiega questa strana chimera di tratti antichi e moderni? Le ipotesi sono più d'una: i fossili potrebbero appartenere a un gruppo di uomini della nostra specie, ma con caratteristiche arcaiche, che è uscito dall'Africa circa 60.000 mila anni fa e si è spinto in Asia, per scomparire sopraffatto da nuovi arrivati; questi sarebbero i primi fossili di questa popolazione che troviamo. 
(L'odissea dell'uomo: come potrebbero essere avvenute le migrazioni dei primi ominidi)                   

11 marzo, 2012

Per imparare è meglio il giorno o la notte?

Piano_hand_1Acquisire una nuova abilità richiede l’apprendimento simultaneo di molteplici aspetti di un compito. Per esempio, per imparare ad eseguire una sonata al pianoforte è necessario apprendere l'esatta sequenza delle note musicali, ma anche l’appropriata sequenza del movimento delle dita.
Daniel Cohen e colleghi della Harvard Medical School hanno indagato questi due aspetti con un esperimento veramente ingegnoso: hanno chiesto a  50 soggetti di imparare una sequenza di tasti da pigiare con la mano destra (training).
Hanno poi chiesto ad alcuni partecipanti di rifare la medesima sequenza di note, ma utilizzando la mano sinistra. Ovviamente dovendo usare una mano diversa questo gruppo doveva, nei fatti, apprendere un ordine differente con cui muovere le dita (Situazione A)
All’altro gruppo è stato proposto lo stesso cambiamento della mano con in più l’apprendimento di una nuova sequenza di note,  speculare a quella appresa in precedenza, ma tale per cui l’ordine dei movimenti delle dita restava il medesimo.(Situazione B)
Aaa
Alcuni dei partecipanti completavano questa parte iniziale dell’esperimento la mattina, gli altri la sera.
Dodici ore dopo, del gruppo che aveva imparato nuovi movimenti delle dita (situazione A), solo coloro che avevano appreso il compito di mattina mostravano segni di miglioramento dell'appredimento.
Al contrario, del gruppo che aveva dovuto imparare anche una nuova sequenza di note (situazione B) solo coloro che avevano appreso il compito la sera precedente, e avevano perciò dormito, mostravano qualche segno di miglioramento.
Questo esperimento, secondo i suoi autori, mostra che il cosiddetto "consolidamento" dell'apprendimento non è un processo unico, ma avviene con modalità differenziate sia a seconda di differenti aspetti della memoria procedurale (che sono quindi processati separatamente) sia a seconda del momento della giornata in cui il consolidamento ha luogo.
Determinati aspetti di specifici compiti trarrebbero giovamento dal consolidamento notturno post sonno, altri invece dal consolidamento diurno.
Ad esempio prima di un esame o di un'interrogazione è sempre consigliabile concedersi una buona notte di sonno: è noto da tempo infatti che i contenuti di tipo "nozionistico", appresi subito prima di dormire, ottengono un consolidamento mnestico rilevante e al mattino i ricordi di quanto appreso sono pronti ad essere recuperati. 

08 marzo, 2012

Scoperti due nuovi gruppi sanguigni !

Globuli rossi al microscopio ( © Micro Discovery/Corbis)

Un team di ricercatori americani scopre due nuovi gruppi sanguigni portando così a 30 il numero di quelli conosciuti. Ma come? Non erano solo 4?

I gruppi sanguigni non sono i quattro che tutti conosciamo – A, B, AB e 0 – ma molti di più: con gli ultimi 2 appena scoperti da un gruppo di ricercatori dell' Università del Vermont il totale sale a 32.
I due nuovi gruppi, battezzati Junior e Langreis in onore dei portatori, sono stati identificati isolando due proteine mai osservate prima nei globuli rossi dei due pazienti.

Raro ma vero
I diversi gruppi sanguigni si caratterizzano per la presenza di antigeni sulla superficie dei globuli rossi: si tratta di macromolecole capaci di interagire con il sistema immunitario. Le due recentemente scoperte dagli scienziati americani sono le proteine e ABCB6 e ABCG2.
Gli individui con sangue appartenente a uno dei nuovi gruppi sono molto rari e concentrati in alcune zone del pianeta: i ricercatori stimano che in Giappone ci siano almeno 50.000 persone con gruppo sanguigno Junior negativo che potrebbero avere problemi con le trasfusioni di sangue o, nel caso di donne in gravidanza, manifestare incompatibilità con il bambino che portano in grembo. 

Se non lo conosci, non lo cerchi
Il problema dei gruppi sanguigni rari o sconosciuti non è solo la scarsità di donatori, ma anche la mancanza nel laboratori di analisi dei reagenti necessari a identificarli. «Grazie a questa scoperta il test per i nuovi gruppi sanguigni entrerà nella routine, perchè ora sappiamo cosa cercare» ha spiegato alla stampa Bryan Ballif, biologo presso l'Università del Vermont.
I risultati di questo studio permetteranno ai medici di arrivare meglio preparati alle trasfusioni o ai trapianti di organi e tessuti su pazienti con gruppi sanguigni rari: «Molto spesso le crisi di rigetto hanno cause ignote, che però potrebbero essere riconducibili alla presenza di questi antigeni» spiega Ballif.

Eccesso di autodifesa
La reazione è causata dal sistema immunitario del ricevente che non riconosce come suoi i tessuti trapiantati o il sangue trasfuso e attiva tutte le difese utili a scacciare il presunto intruso. Tramite gli anticorpi, l'organismo inizia quindi a combattere se stesso. 
La ricerca non è però conclusa: Ballif e i suoi colleghi ipotizzano la presenza di almeno altri 10 o 15 gruppi sanguigni oggi sconosciuti. «Anche se si tratta di gruppi estremamente rari, per i portatori è una delle cose più importanti da sapere» conclude lo scienziato.

06 marzo, 2012

cancro del colon retto etra i tumori piu diffusi della donna

Il cancro colon-rettale è la seconda causa più comune di morte per cancro in generale e si classifica terza per le donne dopo il cancro del polmone e della mammella. La maggior parte dei tumori del colon si sviluppano da polipi che sono escrescenze sulla superficie interna del colon. Se si sviluppa, il cancro può invadere o diffondersi ad altre parti del corpo. Il modo per prevenire il cancro del colon è quello di rimuovere i polipi del colon prima che diventino cancerosi.
Il rischio di cancro al colon rettodipende da fattori genetici e di stile di vita. Un’età superiore ai 50 anni è senz’altro una causa di rischio, polipi e infiammazioni intestinali, familiarità e una storia di cancro ovarico o al seno sono i fattori genetici più comuni. Si possono invece controllare i fattori di rischio legati allo stile di vita evitando le carni rosse o lavorate, cucinate ad alte temperature, evitando il sovrappeso, la sedentarietà a svantaggio dell’esercizio fisico, evitando fumo e alcol.
I primi segnali di cancro al colon retto non sono visibili ed è per questo che la prevenzione è molto importante. Quando il cancro è invece in stadio più o meno avanzato si può 

04 marzo, 2012

Mari acidi come non mai

  Stiamo acidificando gli oceani ad una velocità tale che non ha confronti negli ultimi 300 milioni di anni. E le conseguenze di quel che potrà accadere ci sono del tutto sconosciute. La causa sono le emissioni di anidride carbonica, la quale finendo in mare produce acido carbonico e, conseguentemente, l’acqua diventa acida.

Il pH (per chi non è esperto di chimica diciamo che è il valore che determina l’acidità di una sostanza) sta scendendo di 0,1 al secolo. Un tasso elevato. L’acidificazione degli oceani danneggia gravemente gli organismi come i coralli, che si affidano al carbonato di calcio presente nell’acqua per costruire il proprio guscio. Ma questo è solo un esempio.Mai prima d’ora. Barbel Honish della Columbia University a Palisades, tra i responsabili della ricerca, per la prima volta ha studiato campioni di rocce marine che raccontano precedenti vicini e lontani nel tempo di acidificazione degli oceani. E mai ha trovato una situazione simile a quella che si sta verificando adesso. L’esempio che si avvicina più a noi risale a 55 milioni di anni fa, quando si ebbe un periodo di elevato caldo sulla Terra, allorché venne rilasciato in atmosfera una grande quantità di metano che, oltre ad aumentare la temperatura terrestre, acidificò i mari. Ma allora ci vollero circa 3.000 anni per far scendere il pH di 0,5 “Un’ordine di grandezza molto più lento di quanto sta avvenendo oggi”, ha spiegato Honish. Trecento milioni di anni fa invece, l’acidificazione fu così violenta che determinò l’estinzione del 96% di tutte le specie marine. Ma probabilmente le cause non arrivarono solo dall’atmosfera.
Non uno, ma tanti fattori. “L’acidificazione non è l’unica minaccia per l’ambiente marino –spiega Nicola Gruber dell’Istituto di Tecnologia Federale Svizzero-, pericoli imminenti importanti arrivano anche dall’aumento delle temperature dell’acqua e dal minor ossigeno disciolto in esso. E per capire quali potranno essere le conseguenze non dobbiamo studiare le conseguenze dei singoli elementi, ma cosa potranno causare nel loro insieme”.

Il peperoncino più piccante del mondo

  Il Trinidad Moruga Scorpion, il peperoncino più forte del mondo. Vi piace mangiare piccante? Non temete neppure la più tosta cucina calabrese? Se il piccante per voi non è mai abbastanza provate a dare un morso, a vostro rischio e pericolo, al Trinidad Moruga Scorpion, il peperoncino più forte del mondo.
È stato giudicato il più piccante del pianeta da un comitato di esperti del New Mexico State University's Chile Pepper Institute.  Grande come una palla da golf, il re dei peperoncini è originario dell'isola di Trinidad e si è aggiudicato il primato facendo registrare il punteggio record di 1.4 milioni sulla scala di Scoville (vedi scala a fine pagina). 
Questa scala misura la piccantezza dei peperoncini in base alla quantità di capsacinoidi — l'elemento che dà la sensazione di piccante - presenti in un'unità di prodotto.
Per avere un'idea della forza devastante di un Trinidad Moruga Scorpion basti pensare che il peperoncino medio, quello normalmente utilizzato in cucina, ha una forza di 5000 Scoville.  Il Trinidad Moruga Scorpion è così potente che la sua polvere è riuscita anche ad attraversare i guanti di lattice dei ricercatori provocando spiacevoli irritazioni.
Mangiarne uno intero significa procurarsi dei guai: non solo la classica sensazione di lingua in fiamme ma vero e proprio dolore, ammoniscono i ricercatori.
Un singolo peperoncino di questa specie è sufficiente per rendere molto piccanti tutti piatti di una famiglia per una settimana. Eppure, assicurano gli esperti, se utilizzato a piccole dosi, ha un sapore particolarmente gradevole. Provare per credere. A misurare la piccantezza è la Scala di Scoville, dal cognome del farmacista americano Wilbur Scoville, che la sviluppò nel 1912. La scala determina l’attività della capsaicina – la sostanza responsabile del piccante – sui recettori del calore della lingua. I valori vanno da 0 (per un normale peperone), a 16 milioni (per la capsaicina pura). 
Basandosi su questa unità di misura, il Trinidad Moruga Scorpion raggiunge 1.463.700 Shu (Scoville heat unit),  il Naga Viper 1.382.000 , l’Infinity Chilli 1.067.000 e il Naga Jolokia 1.041.000. 
15.000.000–16.000.000Capsaicina pura, Diidrocapsaicina
8.800.000 - 9.100.000Nordiidrocapsaicina
6.000.000 - 8.600.000OmodiidrocapsaicinaOmocapsaicina
2.500.000 - 5.300.000Spray al peperoncino della polizia
1.067.286 - 2.000.000Trinidad Scorpion Butch T Infinity Chili, Spray al peperoncino comune
855.000 - 1.041.427Naga Jolokia
876.000 - 970.000Dorset Naga
350.000 - 855.000Habanero Red SavinaIndian Tezpur
100.000 - 350.000HabaneroScotch BonnetBird's Eye (noto anche come "Piripiri", "Pilipili", "African Devil"), Jamaican Hot
50.000 - 100.000SantakaChiltecpinThai Pepper (noto anche come Thai Dragon), Rocoto
30.000 - 50.000AjíCayennaTabascoPiquin
15.000 - 30.000Chile de ArbolManzano
5.000 - 15.000Yellow WaxSerrano
2.500 - 5.000JalapenoMirasolChipotlePoblano
1.500 - 2.500SandiaCascabelNuMex Big Jim
1.000 - 1.500AnchoPasillaEspanolaAnaheim
100 - 1.000Mexican Bell, Cherry, New Mexico Pepper, AnaheimPeperone
0 - 100Sweet Bell PepperPimento