13 giugno, 2012

A che cosa servono i "peli" delle palline da tennis?

Controllo e resistenza all'aria, ecco lo scopo dei "peli" - © Sandro di Carlo Darsa/PhotoAlto/Corbis  Controllo e resistenza all'aria, ecco lo scopo dei "peli".       La peluria permette un miglior controllo del colpo da parte del giocatore: se non ci fosse, la palla schizzerebbe via in modo incontrollabile, mentre grazie a essa le corde della racchetta fanno per un attimo presa sulla palla, comprimendola e consentendo al tennista di impostare il colpo desiderato e di accentuare gli effetti.Attrito
La seconda funzione dei peli è aumentare la resistenza all’aria della pallina, diminuendone la velocità e riducendone il rimbalzo. Quando infatti si usano palle consunte e ormai prive di peluria, al momento del rimbalzo tendono a scivolare via sulla superficie del campo. In fase di fabbricazione, la peluria è fatta sollevare dal feltro di copertura dell’anima di gomma, grazie a potenti getti di vapore.

09 giugno, 2012

Ma quanto mi ami?

Lo so, non ha nessun valore scientifico: è un gioco un po’ furbo e un po’ burlone per far parlare del Centro di risonanza magnetica funzionale dell’Università di Standford. Mettere in una risonanza magnetica sette persone a casaccio – giovani, vecchi, donne e uomini – e chiedere loro genericamente di pensare all’amore (ciascuno il proprio, con le caratteristiche scelte individualmente) non è propriamente un esperimento controllato. E tra l’altro San Valentino è appena passato e mai mi è venuto in mnte di celebrarlo. Però questo filmino sulla prima competizione d’amore certificata dall’imaging cerebrale.Nella gara, vinceva chi riusciva ad attivare più aree cerebrali al solo pensiero dell’essere amato (ma c’è anche una ragazza che sperava di arrivare prima meditando sull’amore in generale, povera illusa). Se ci penso, un po’ mi fa arrabbiare, perché è un ottimo esempio di quella spettacolarizzazione delle neuroscienze sulla quale sempre si discute. E chissà quanta gente, domani, sarà convinta di poter misurare la passione e i sentimenti del compagno mandandolo a farsi un giro in neuroradiologia. Il mio inguaribile lato romantico, però, non può fare a meno di trovare bellissimo il cervello del vincitore, con tutti quei voxel attivati al solo pensiero della donna conosciuta quarant’anni prima. Cosa non darei, per un cervello così.http://vimeo.com/33698394 guardate il video di questo esperimento ( è in inglese )

Quando al volante c'è l'intelligenza artificiale

 All'annuale convegno della American Association for the Advancement of Science è stato presentato un sistema informatico di gestione autonoma degli incroci per macchine intelligenti, capace di ridurre al minimo le interruzioni del traffico, senza rischi di collisioni.Navigare nel traffico cittadino mentre si legge tranquillamente il giornale, lasciando che sia la propria auto a districarsi da sola fra precedenze, stop e sorpassi. Sembra un miraggio remoto, ma secondo Peter Stone, informatico dell'Università del Texas a Austin, potrebbe diventare in realtà. Ad assicuralo è  che al convegno annuale della American Association for the Advancement of Science (AAAS) in corso a Vancouver ha presentato un nuovo sistema per la gestione autonoma del traffico agli incroci.

"I computer sono già in grado di far volare un aereo di linea in modo molto simile a un pilota umano ben addestrato, ma le persone affrontano ancora quotidianamente il pericoloso compito di guidare le automobili", dice Stone, che ha presentato un nuovo sistema per la gestione autonoma del traffico agli incroci al convegno annuale della American Association for the Advancement of Science (AAAS) in corso a Vancouver . "I veicoli attualmente in fase di sviluppo saranno presto in grado di gestire la maggior parte dei compiti connessi alla guida. Tuttavia, anche quando i veicoli senza guidatore saranno diventati popolari, dobbiamo riuscire a coordinali per le strade."

Stone è un esperto di sistemi informatici di intelligenza artificiale (IA), e in collaborazione con i suoi studenti specializzandi sta sviluppando alcuni dei sistemi indispensabili per rendere una realtà la guida autonoma. In collaborazione con la Austin Robot Technology ha così creato, per esempio, una macchina intelligente, chiamata Marvin, in collaborazione con la tecnologia Austin Robot, che ha partecipato alla Urban Challenge 2007 del DARPA.

Ora Stone ha sviluppato un sistema di gestione autonoma degli incroci che renderebbe superflui semafori e segnali di precedenza e stop: nei pressi di un crocevia, gli agenti di IA guidatori "prenotano" uno spazio e un tempo utili al superamento dell'incrocio. Un agente arbitro, il "manager d'incrocio", approva la richiesta e permette al veicolo di passare attraverso le altre automobili, riducendo al minimo interruzioni e rallentamenti  del traffico. 

Per adesso, l'azione si svolge principalmente in una simulazione al computer, oppure con una sola macchina reale che interagisce con molte altre vetture simulate. Ma Stone afferma che è vicino il giorno in cui inizieremo a vedere i veicoli intelligenti su strada, e a godere dei benefici che ci porteranno.

Un laser che ne fa vedere di tutti i colori

Un laser che ne fa vedere di tutti i colori Trent’anni fa era poco più di una curiosità scientifica. ma ora le nuove conoscenze hanno permesso di sfruttare la tecnica HHG per produrre un fascio di radiazione coerente che contiene tutte le lunghezze d’onda, dall’ultravioletto ai raggi X, partendo solo da un laser a femtosecondi e da una guida d’onda riempita con elio.Un fascio di radiazione coerente che include luce ultravioletta, raggi X e tutte le lunghezze d’onda comprese nell’intervallo: è quanto si è riusciti a ottenere per la prima volta presso l’NSF Engineering Research Center (ERC) for EUV Science and Technology.

Secondo quanto riferiscono gli autori della ricerca sulla rivista “Science”, il risultato è stato ottenuto focalizzando un intenso impulso di luce laser infrarossa in una guida d’onda riempita di gas elio ad alta pressione, dove parte dell’energia laser originale viene convertita in un continuum di luce coerente che si estende fino alla parte X dello spettro elettromagnetico.

“Trent’anni fa, si ipotizzava di poter  produrre una sorgente di radiazione X coerente, ma avrebbe dovuto essere un laser a raggi X e sarebbe stata necessaria una sorgente atomica”, sottolinea Deborah Jackson, che ha partecipato alla ricerca. “Ora abbiamo conoscenze sufficienti per estrarre i raggi X da sorgenti a lunghezza d’onda molto più ampia, e per farlo su un bancone di laboratorio”.

Scoperto un nuovo mammifero in Indonesia


Una spedizione zoologica della Sapienza Università di Roma, coordinata da Alessio Mortelliti del dipartimento di Biologia e Biotecnologie "Charles Darwin", ha scoperto nella foresta pluviale dei monti Mekkonga, a sudest di Sulawesi (Indonesia) una nuova specie di mammifero. Si tratta di un roditore arboricolo, battezzato Margaretamys christinae, che vive sopra i 1500 metri di quota e appartiene al genere Margaretamys (famiglia dei muridi) che annovera altre 3 specie, tutte endemiche di Sulawesi. Un evento raro, quello della scoperta di nuovi mammiferi, in un pianeta già ampiamente esplorato.

NUOVE LINEE GUIDA PER cane, gatto RCP

Figure5a 150x150 New Guidelines for Dog, Cat CPRPer quasi 50 anni, l'American Heart Association, con l'aiuto di ricercatori e medici provenienti da tutta la nazione, ha sviluppato e diffuso le linee guida sul modo migliore per eseguire la rianimazione cardiopolmonare in pazienti con arresto cardiaco. Ma non tali linee guida evidence-based esisteva nel mondo veterinario. Forse, come risultato, mentre oltre il 20 per cento dei pazienti umani che soffrono arresti cardiaci in ospedale sopravvivere per tornare a casa alle loro famiglie, la cifra equivalente per cani e gatti è inferiore al 6 per cento. Ora la campagna Rideterminazione on Resuscitation veterinaria, o RECUPERA, uno sforzo di collaborazione del College della Veterinary Emergency e Cura Critica e di emergenza veterinaria della Critical Care Society, è giunta alle prime raccomandazioni evidence-based per resuscitare cani e gatti in arresto cardiaco .L'iniziativa RECOVER è stato guidato da Manuel Boller, un ricercatore senior di ricerca presso l'Università della Pennsylvania Scuola di Medicina Veterinaria e il Centro per la Scienza Rianimazione di Penn Perelman School of Medicine, e Daniel J. Fletcher, un professore assistente in caso di emergenza veterinaria e terapia intensiva College Cornell University di Medicina Veterinaria. RECOVER ha lo scopo di uniformare il trattamento dell'arresto cardiaco negli animali da compagnia, in ultima analisi porta a un miglioramento dei risultati. In un numero speciale del Journal of Veterinary Emergency Care e Critical pubblicato oggi, una serie di articoli delinea le nuove linee guida, nonché il metodo con cui essi sono stati identificati. Gli articoli includono anche gli algoritmi e le dosi di droga per i professionisti grafici da seguire. La necessità di pet-CPR linee guida divenne evidente quando Boller e colleghi hanno esaminato i veterinari sul modo in cui trattare cani e gatti in arresto cardiaco. I risultati, raccolti da più di 600 professionisti, hanno mostrato una grande quantità di variazione."Quello che abbiamo trovato era che non c'era davvero alcun consenso su come farlo al meglio", ha dichiarato Boller. "Ci può essere stato un gruppo, per esempio, che consiglia di 60-80 compressioni al minuto e un altro che il pensiero 120-150 compressioni al minuto era la cosa giusta". Boller e Fletcher reclutato più di 100 specialisti veterinari board-certificati provenienti da tutto il mondo che sistematicamente esaminato più di 1.000 pubblicazioni scientifiche relative alla CPR. Ponderazione degli studi dal loro rigore e rilevanza per cani e gatti, il comitato si è conclusa con 101 specifiche linee guida cliniche. Ognuno ha una valutazione basata sulla forza delle prove sostenerla. Tra le pratiche raccomandate: Eseguire 100-120 compressioni al minuto di un terzo alla metà della larghezza del torace, con l'animale sdraiato su un fianco. Ventilare intubati cani e gatti a una velocità di 10 respiri al minuto, o ad un rapporto di compressione di ventilazione 30-2 bocca-a-muso ventilazione. Eseguire CPR in 2 minuti cicli, cambiare il "compressore" ogni ciclo. Somministrare vasopressori ogni 3-5 minuti durante la RCP.

Rischi degli energy drink, le precisazioni di Assobibe (e le nostre) sul consumo sicuro



due morti per crisi cardiaca associata al consumo di bevande energizzanti, segnalate all’ANSES, l’agenzia francese per la sicurezza sanitaria, ambientale e alimentare. Le autorità sanitarie francesi già dal 2008 sorvegliano gli effetti collaterali deglienergy drink. Tra quelli segnalati dai consumatori francesi ricordiamo: tachicardia, vertigini, tremori, disturbi del comportamento ed oltre ai due casi di arresto cardiaco, un caso di insufficienza renale acuta.
La Assobibe, associazione che tutela le imprese che producono e commercializzano bevande analcoliche in Italia, ci ha scritto per precisare che il consumo di energy drink è sicuro a patto di:
  • un uso moderato;
  • di evitare il consumo in associazione agli alcolici, anche perché non neutralizzano gli effetti dell’alcol;
  • non pensare di usarli come integratori di liquidi perché a dispetto degli sport drink non sono formulati per reidratare l’organismo;
  • evitarne il consumo in gravidanza;
  • evitare che li assumano i bambini;
  • evitarne il consumo quando si ha una sensibilità nota alla caffeina. A riguardo l’alto contenuto di caffeina è indicato sulle etichette in modo da favorire scelte consapevoli.
  • Sul portale www.infoenergydrink.it attivato dalla Assobibe nell’ambito di un’operazione di trasparenza si trovano informazioni sui valori nutrizionali e funzionali degli energy drink.